DANCE WELL per il Parkinson In Ciociaria

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“LAssociazione “Azione Parkinson Ciociaria” – APC Onlus, che mi onoro di presiedere, ha intenzione di organizzare a Frosinone, nella Villa Comunale, un evento relativo alla Dance Well – Movement Research for Parkinson, in Aprile, mese in cui cade il giorno 11 La giornata Mondiale della Malattia di Parkinson.
La Dance Well è una pratica artistica che parte dall’idea, confermata da ricerche scientifiche, che il connubio danza, arte e musica, se guidato da maestro specializzato, può migliorare le capacità di movimento e l’aspetto psicologico, quindi, la qualità della vita dei malati di Parkinson. Tale tipo di danza è stata ideata e messa in atto dal Centro per la Scena Contemporanea (CSC) di Bassano del Grappa nel 2013 sulla base di esperienze sviluppate in America e in Olanda. Alcuni Soci della nostra Associazione, hanno seguito un ciclo di Dance Well organizzate a Roma nella Galleria di Palazzo Spada da “Parkinzone”, (Associazione di Volontariato simile alla nostra). Dato il successo dell’iniziativa, APC propone di svolgere sessioni di Dance Well, con lo stesso modulo, per la prima volta in Ciociaria; l’attività in oggetto è rivolta soprattutto alle persone con malattia di Parkinson, ma anche ai familiari, agli amici, agli operatori sanitari e a chiunque voglia partecipare; il luogo deve essere necessariamente un museo o strutture espositive in contesti belli capaci di stimolare la creatività; l’operatore deve essere un esperto di Dance Well. “…….() Così scriveva la nostra Presidente Maria Valeria Germini a fine gennaio del 2020. Il Comune di Frosinone aveva espresso parere favorevole per utilizzare la Villa Comunale, mediante apposita delibera. La data simbolica di inizio si doveva tenere in coincidenza con la Giornata Mondiale del Parkinson (11 aprile 2020).
Eravamo pronti per un “Assaggio” di questa attività artistica – già sperimentata in varie parti d’Italia e del mondo – per sviluppare anche per le persone con Parkinson della Ciociaria degli incontri di “Dance Well”, ma il Coronavirus ci ha messo lo zampino…….. In attesa di sviluppare il progetto in modo organico e continuativo e di trovare delle danzatrici e danzatori della Ciociaria interessati a seguire e costruire questo progetto artistico, novità assoluta per la nostra provincia, vi diamo qualche notizia sulla Dance Well, sui suoi presupposti artistici, filosofici e, infine, anche riabilitativi.

Cos’è la Dance Well?

La “Dance Well” nasce in Veneto, a Bassano del Grappa nel 2013 per l’intuizione di Roberto Casarotto, coreografo e danzatore di fama internazionale. Con la collaborazione di altri artisti, danzatori, ballerini, ha unito con un fil-rouge di enorme potenzialità alcuni concetti precedentemente considerati come indipendenti l’uno dall’altro:
– la danza come movimento e attività artistica,
– i musei e i luoghi deputati alle arti visive,
– le problematiche particolarmente evidenti nelle persone malate di Parkinson per le quali la bellezza e la finezza di molti movimenti sono perduti a causa della malattia (per esempio il ballo)
A partire dall’ultimo concetto: le persone con Parkinson sono spesso isolate, maldestre, squilibrate, camminano a passetti piccoli e rallentati… A che pro cercare di sviluppare la danza in questi corpi così sgraziati?
A seguire dai Musei e luoghi di arte: spesso visitiamo luoghi belli, ammiriamo quadri, statue, architetture sontuose con animo svagato e presto annoiato: visite che riempiono gli occhi, ma spesso sono accompagnate da una certa superficialità di tutti gli altri sensi.
Perché non unire la danza e la sua arte a questi concetti? Che intuizione magnifica e insostituibile!!
Vi riportiamo a seguire alcuni concetti e riflessioni sulla Dance Well, sperando di poterla sperimentare anche nella nostra provincia di Frosinone dal prossimo anno.
Danzare non è “danza-terapia”, ma pratica artistica.
“Mentre la malattia isola, la danza aggrega e fa rifiorire relazioni, emozioni e desideri”.
Ogni insegnante sviluppa diversi approcci, tecniche, stili, cercando di sviluppare in ogni partecipante, al di là della sua età e della sua condizione di salute, le migliori capacità espressive della danza.
Si cerca di promuovere il benessere in modo globale attraverso il risveglio di tutti i nostri sensi (la danza e il movimento, la musica e l’ascolto attivo, i contesti di saloni di Musei, Pinacoteche, Ville dove ammirare le opere di artisti antichi, la relazione con culture di ogni parte del mondo)
Promuovere il “benessere” attraverso una pratica artistica, ha come caratteristica intrinseca la gratuità, che garantisce accessibilità a tutti.
“Non solo persone affette da malattia di Parkinson, ma chiunque abbia voglia di sperimentare nuove esperienze di movimento attraverso la danza. I partecipanti sono danzatori e così vengono chiamati, senza alcun riferimento alle loro condizioni di salute o di età. Da qui la forza del gruppo misto tra giovani e anziani, ballerini e neofiti con una conduzione garantita da un operatore formato secondo la piattaforma del metodo (e la presenza di almeno un secondo insegnante che danza con gli altri presenti), che spesso si alterna alla presenza e conduzione di danzatori e di coreografi di fama internazionale di passaggio”.
Attraverso la pratica continua di Dance Well è possibile raggiungere una migliore qualità della vita, sentirsi potenziati, migliorare il senso del ritmo, dell’equilibrio e del movimento, sviluppare relazioni interpersonali per combattere l’isolamento che spesso accompagna la malattia, sviluppare la creatività ed esplorare nuove forme di espressione
La pratica Dance Well è artistica, ma include al suo interno varie strategie riabilitative (esercizio aerobico, immaginazione motoria, tecniche di cueing, training propriocettivo e sensitivo-motorio), in grado di avere effetti positivi sui sintomi e sulla qualità di vita delle persone con Parkinson.

Questa attività è importantissima, ci dà quel ritmo e quella voglia di vivere, che normalmente potremmo perdere. Soprattutto svolgere questa attività in un ambiente culturale non in una fredda palestra o in un ambiente ospedaliero, ecco, aiuta moltissimo “ Amerigo Pugliese, “Parkinson Dancer”

Attività musicale adattata per i malati di Parkinson

Dall’antichità la medicina e la musica hanno mantenuto sempre una stretta relazione. Nei ultimi anni l’approfondimento sulla musica nel campo delle neuroscienze, in particolare nella malattia di Parkinson, ha dato notevoli risultati. L‘Associazione Azione Parkinson Ciociaria da un po’ di anni porta avanti quest’idea e per questo gli incontri con la musica sono diventati regolari e (prima della pandemia da Coronavirus) si svolgevano nelle varie sedi di Cassino, Sora, Pontecorvo in collaborazione con altre associazioni. La diversità dei partecipanti ha permesso di sviluppare sia la musicoterapia passiva, solamente attraverso l’ascolto, sia quella attiva, dando la possibilità ai partecipanti malati di Parkinson di esprimere le proprie emozioni attraverso la voce e il suono.
Grazie ai brani della loro giovinezza, del loro passato (la maggior parte dei partecipanti sono persone anziane) riuscivamo a facilitare il recupero dei ricordi, pensieri e sensazioni attraverso la musica. Ognuno di noi ha un’identità sonora personale, come una nostra biografia. Ascoltare la musica, cantare, comunicare nel gruppo fanno parte di un variegato e ampio obiettivo, particolarmente importante per le persone con Parkinson: stare in compagnia e socializzare e, attraverso la musica, passare dei momenti bellissimi.
Come diceva Victor HugoCiò che non si può dire e ciò che non si può tacere, la musica lo esprime” Nei prossimi mesi cercheremo di sviluppare momenti di ascolto di tutti i generi musicali in modalità video per poter gioire del ritrovarsi anche stando lontani durante i mesi invernali. Appena sarà possibile ci attiveremo per riprendere le attività di musica e canto nei vari gruppi sotto la direzione dei nostri Volontari e Volontarie appassionati e trascinatori.

Parkinson e Reiki

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Da alcuni anni i nostri gruppi che fanno capo a Sora e a Cassino svolgono attività socializzante e terapie di supporto per il Parkinson con regolarità. .
I nostri gruppi di Azione Parkinson Ciociaria hanno avuto modo di interagire e collaborare per diversi anni con una associazione molto attiva nel frusinate “Sentieri di Luce” (presente con una propria pagina Facebook) con la quale hanno sviluppato con soddisfazione un’attività di Reiki e riflessologia plantare.
Purtroppo la pandemia di Coronavirus (SARS-CoV-2) ha interrotto in modo completo tutte le attività. Alcune di queste sono riprese in modalità a distanza (logopedia, supporto psicologico, attività fisica adattata) ma alcune, e tra queste il Reiki, devono essere svolte obbligatoriamente in presenza, e perciò saranno riattivate appena possibile e non appena sarà sicuro potersi rivedere e frequentare con contatti personali. Riportiamo di seguito alcuni approfondimenti scientifici sulla terapia complementare ReikiIl Parkinson è una malattia neurodegenerativa, ad evoluzione lenta ma progressiva, che coinvolge, principalmente ma non solo, alcune funzioni quali il controllo dei movimenti e dell’equilibrio e altre funzioni del sistema nervoso autonomo (quali pressione, frequenza cardiaca, respirazione,…)

Cosa può fare il Reiki per le persone colpite dal Parkinson?

I risultati dello studio “Autonomic nervous system changes during Reiki treatment: a preliminary study” realizzato nel 2004 (Fonte PubMed), sono decisamente incoraggianti. Gli obiettivi dello studio erano quelli di indagare l’effetto sul funzionamento del sistema nervoso autonomo di una terapia complementare come il Reiki
La metodologia dello studio ha seguito i parametri di ogni ricerca scientifica pur essendo il Reiki una terapia complementare. I trattamenti sono stati realizzati in una camera tranquilla all’interno di una clinica ambulatoriale a 45 soggetti sani reclutati tra colleghi e collaboratori quali gruppo di controllo. I criteri di esclusione per i pazienti parkinsoniani erano: storia di diabete, epilessia o altri disturbi neurologici (compresi problemi al sistema nervoso autonomo) e malattie cardiache.
I soggetti sono stati assegnati a caso a tre gruppi (nessun trattamento, solo riposo; trattamento Reiki fatto da un operatore esperto; trattamento placebo realizzato da una persona senza alcuna conoscenza del Reiki e che imitava il trattamento Reiki).
Sono state effettuate misurazioni del sistema nervoso autonomo relative a: frequenza cardiaca, tono vagale, pressione sanguigna, sensibilità baroriflessa, attività respiratoria.
I valori durante e dopo il periodo di trattamento sono stati confrontati con i dati di riferimento.I risultati emersi dallo studio hanno evidenziato che la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna diastolica sono diminuite significativamente nel gruppo Reiki rispetto ad entrambi i gruppi placebo e di controllo. Questo indica che il Reiki ha qualche effetto sul sistema nervoso autonomo. Tuttavia, questo era uno studio pilota con relativamente pochi soggetti ed i cambiamenti erano relativamente piccoli. I risultati giustificano ulteriori studi più estesi per verificare gli effetti biologici del trattamento Reiki. I risultati un altro recente studio, “Use and perceived effectiveness of complementary therapies in Parkinson’s disease“, pubblicato nel 2019 dalla rivista Parkinsonism and related disorders esplora l’utilizzo e la percezione di efficacia di tutta una serie di terapie non farmacologiche, tra cui anche il ReikiDal sondaggio che ha coinvolto più di 400 pazienti Parkinson, emerge che il Reiki è ancora poco conosciuto e utilizzato ma i pazienti che lo hanno sperimentato ne percepiscono i benefici (60%) soprattutto per quanto riguarda il tremore. La tecnica Reiki è stata inserita nel sito dell’ EPDA (European Parkinson’s Desease Association) (www.epda.eu.com) . Ecco cosa dice l’EPDA riguardo a quello che il Reiki può rappresentare per un malato di Parkinson:

“Ci sono poche ricerche sui benefici del Reiki per i malati di Parkinson anche se alcuni studi nella popolazione generale hanno dimostrato la tecnica può aiutare dando sollievo dal dolore e migliorando l’umore e la depressione. Pare che il Reiki possa innescare sensazioni di benessere, calma e un senso di controllo – che è di evidente beneficio per la famiglia e gli accompagnatori. L’energia Reiki calma la mente e allevia lo stress armonizzando e bilanciando lo stato emotivo; aiuta a nutrire e guarire il tessuto danneggiato favorendo l’autoguarigione naturale del corpo ed i processi di disintossicazione; nutre l’anima con delicatezza e profondità. Alcuni dei potenziali benefici del Reiki nei malati di Parkinson citati dai Reiki Master sono: canalizzazione dell’energia Reiki alla parte del cervello che regola i livelli di dopamina; miglioramento della funzione della barriera emato-encefalica in modo che i farmaci di Parkinson possano essere consegnato in modo più efficiente al cervello; miglioramento della vitalità e canalizzazione dell’energia negli organi colpiti dai farmaci per il Parkinson. Ogni paziente risponde in modo diverso al trattamento Reiki, ma in genere innesca un rilassamento profondo, migliora la vitalità e può essere una risorsa per combattere i sentimenti di negatività e la depressione. Il Reiki, inoltre, è una tecnica non invasiva e sicura.


Anche altre associazioni citano il Reiki tra le tecniche utili per il malato di Parkinson. La Fondazione Grigioni per il Morbo di Parkinson inserisce il Reiki tra le terapie complementari (parkinson.it), ma anche l’APDA American Parkinson Desease Association, Parkinson’s Resources Organization, The Michel J.Fox Foundation.

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